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Anmic: “Il reddito di cittadinanza è una beffa per i disabili”

18.01.2018 – Tanto rumore per nulla. Dopo mesi di ripetute promesse sul nuovo reddito di cittadinanza, provvedimento che avrebbe dovuto automaticamente innalzare tutte le misere pensioni di invalidità, ancora ferme a 285 euro al mese, prevale oggi fra le persone con disabilità delusione e sconcerto.

L’Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili), la maggiore associazione italiana della disabilità, esprime tutta la sua insoddisfazione, tramite il suo presidente nazionale Nazaro Pagano, al quale si unisce anche il presidente di Anmic Parma Walter Antonini, a tutela delle migliaia di interessati anche sul nostro territorio.
“Il testo sul reddito di cittadinanza presentato dal Governo delude le legittime aspettative di migliaia di cittadini con disabilità che in concreto si vedranno esclusi, nella stragrande maggioranza dei casi, da ogni beneficio– tuona Pagano -. In questa nuova guerra fra poveri innescata da tale misura, il mondo della disabilità viene anzi danneggiato. Sarebbe stato più semplice ed equo garantire a tutti un semplice aumento, seppur minimo, dell’importo, compatibile con la copertura finanziaria disponibile, mantenendo così fede alle promesse elettorali. Consapevoli delle difficoltà di bilancio – aggiunge Pagano – noi dell’Anmic avevamo fatto pervenire al Governo una serie di richieste concrete: le nostre proposte di emendamento non sono state prese in considerazione. Ci faremo sentire a tutti i livelli, pronti anche ad organizzare una mobilitazione nelle piazze, qualora i disabili fossero ancora dimenticati”.

In particolare, l’Anmic aveva chiesto l’eliminazione dal concetto di reddito familiare delle prestazioni economiche (assegno mensile e pensione di inabilità 100%) in godimento degli invalidi civili che rendono maggiormente disagiata la posizione delle famiglie che hanno al loro interno una persona disabile. Basti pensare che la presenza in un nucleo familiare di due soggetti disabili beneficiari di trattamenti economici (285 euro al mese) comporta automaticamente l’esclusione della famiglia all’accesso al reddito di cittadinanza.

“Se sarà protesta di piazza, da Parma siamo pronti a mobilitarci in tanti, sia sul territorio, sia a livello nazionale, perché qui si parla di diritti calpestati, non solo di grandissima presa in giro – sottolinea Walter Antonini, presidente dell’Anmic provinciale -. Siamo sorpresi anche dai parlamentari parmigiani: avevamo avuto diverse rassicurazioni, ma alla prova dei fatti il risultato è questo”.

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